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Compiti per le vacanze

Il dibattito sui compiti al di fuori del contesto scolastico, che siano i compiti pomeridiani, per il fine settimana o per le vacanze, è sempre molto acceso e discordante;potremmo fare una lista di elementi che li appoggiano, li rendono utili e necessari e un’altra, altrettanto valida. che invece li trova sbagliati e dannosi.

Purtroppo, nella concezione più diffusa, i compiti vengono vissuti come un peso, una punizione, un qualcosa che toglie tempo ad altro e non, come dovrebbe essere, un modo per memorizzare e consolidare a casa quanto appreso a scuola.

Dal mio personale punto di vista, come per la maggior parte delle cose, dovrebbe valere la regola del giusto mezzo, ( definizione vaga , perchè ognuno di noi ha il suo metro) una quantità che permetta di non dimenticare quanto appreso senza affaticare gli studenti, permettendogli di fare sport, uscire, giocare a pc e stare in famiglia.

Ho trovato geniale l’idea della nostra professoressa di Storia dell’Arte che ha chiesto ai ragazzi di vedere almeno 3 musei e poi di commentarli, lo studio attraverso l’esperienza è sicuramente il più divertente e formativo, questo tipo di “compito” potrebbe essere applicato anche per altre materie, rendendo la scuola più vicina alla realtà quotidiana.

Spesso mi sono sentita dire “a che cosa serve studiare..storia, geografia, matematica” perchè la scuola si sofferma sul lontano passato, spiegando gli eventi recenti in maniera sbrigativa e a volte non spiegandola affatto, la geografia è una lista di nomi e confini, la matematica misteriosa.

Ma se riuscissimo a far notare quanto queste materie sono presenti nella nostra vita quotidiana probabilmente sarebbe tutto più comprensibile, meno nozioni e più esperienze, più comparazioni tra passato e presente, rendere pratico qualcosa che sembra soltanto aleatorio, vedere come la matematica è presente in ogni momento della nostra giornata.

Per questo potrebbe essere un compito/gioco chiedere di fare cruciverba, visitare posti, inventare percorsi, pianificare vacanze: sembra assurdo, ma pianificare una vacanza richiede competenze matematiche (calcolo dei chilometri da percorrere, spesa per benzina o mezzi vari, se si usano i mezzi comprensione degli orari e delle coincidenze.. etc) geografiche (decidere dove andare, cosa vedere, quali sono i monumenti/musei da visitare) storiche (personaggi, avvenimenti) letterarie etc..

Purtroppo nell’immaginario comune, tutto deve essere legato alla modalità tradizionale di insegnamento e di conoscenza, ma noi educatori, docenti, non abbiamo più a che fare con ragazzi come eravamo noi, con a disposizione solo la tv (se andava bene ) e poco altro.

Anche associare la lettura alla parola compito, assegnando dei libri, durante i loro tempo libero,senza permettere loro di sceglierli, mi sembra molto sbagliato e quasi punitivo. Bisognerebbe chiedere loro di andare in biblioteca (luogo sconosciuto per la maggior parte degli adolescenti) imparare a fare delle ricerche per trovare titoli interessanti e poi sceglierne uno di cui parlare a scuola, consigliare o sconsigliare ai compagni. Invece vengono assegnati, senza tener conto delle possibili preferenze e interessi dei singoli, solo per essere sicuri che venga letto, che sia un classico imperdibile secondo il comune sentire, che non abbia già letto…

La scuola adesso deve competere con mille nuovi stimoli apparentemente più interessanti e sicuramente più veloci. Dobbiamo essere noi in grado di catturarli durante l’anno, il nostro compito principale è risvegliare la loro curiosità che sicuramente è il motore principale per portarli ad approfondire e a fare “i compiti” pomeridiani e soprattutto estivi.

La conclusione quale è? probabilmente non c’è. Rimangono le opinioni dei singoli che possono fare la differenza…

 

Un libro che mi sento di consigliare per il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado è quello dell’immagine di copertina perchè al suo interno ci sono spunti utili da rielaborare, per ogni età. Alcuni esercizi o idee possono essere anche complicati, ma la cosa interessante è che sono senza dubbio stimolanti per il ragionamento, per incuriosire ed eventualmente approndire ed applicare ad altri argomenti.

 

 

 

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2 Responses
  • Patrizia
    Luglio 16, 2021

    Mi piace molto il tuo articolo e lo condivido, infatti proprio la prossima settimana andrò a vedere una mostra con mia figlia. Fin da quando era piccola siamo andate alle mostre e le ho sempre fatto portare un blocco ed una matita. Si è sempre mostrata interessata alla riproduzione delle opere d’arte. Quest’anno a scuola ha iniziato a farla in modo più concreto e quindi sarà un piacere vedere la prima mostra con una maggiore conoscenza. Condivido anche sulle altre materie, l’astratta matematica è di fatti estremamente concreta e pratica. oltre al fatto che le espressioni sono un vero divertimento che facciamo ridendoci sopra. Geografia è ancora più bella, lei con entusiasmo desidera portarci nei luoghi che studiando le sono rimasti più impressi e in alcuni siamo andati ci ha fatto da Cicerone. E cosi via discorrendo nelle varie materie, per lei è stato molto soddisfacente ” sapere” perchè il sapere di riempie c’è poco da fare.

    • Monia Tucci
      Luglio 16, 2021

      È davvero bello e importante condividere esperienze con i nostri figli

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