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“Vai all’inferno DANTE” di Luigi Garlando

Confesso che per almeno le prime 50 pagine del libro mi sono indignata perché il protagonista, Vasco, è un bullo, maleducato in maniera insopportabile, uno sbruffone dispettoso che non risparmia nessuno, compagni, insegnanti, cugini, zii (che ricordano quelli di Harry Potter), il cane degli zii. Il preside della scuola viene ridicolizzato in maniera inaccettabile e non trovo niente di simpatico nell’atteggiamento Vasco e degli amici di cui si circonda che tratta senza alcun rispetto, usandoli E’ tutto eccessivo. Il suo atteggiamento non trova nessuna giustificazione, neanche nell’essere orfano di madre, avere accanto un padre piegato dal dolore, una sorella sempre in viaggio ad aiutare gli altri, un nonno ricchissimo pronto a sostenerlo anche quando dovrebbe essere redarguito. La sua giornata è scandita dai dispetti fatti a scuola, nei confronti dei cugini e della zia, “bravate” e le partite di fortinite e nel progettare tombe sopra le righe per la ditta di famiglia.

Nel momento in cui stavo per abbandonarlo pensando di aver fatto una cattiva scelta, compare un nuovo personaggio che cambia totalmente il tono e il corso della storia. Durante una partita di fortinite, Vasco, abituato a vincere, viene sconfitto da Dante, che parla in terzine come il sommo poeta… ed è il sommo poeta.

L’incontro con Dante renderà Vasco migliore a tutti gli effetti: a scuola, nella vita, con la ragazza che gli piace…Dante è un personaggio bislacco, per come si veste e per come “favella” che sostiene di essere stato mandato da sua madre…

Vasco inizierà a prendere voti migliori a scuola, scopre i talenti degli amici e ne condivide le vittorie, inizia a parlare con i cugini e ad avvicinarli, a frequentare Bice e a fare volontariato con lei, a condividere il dolore per la scomparsa della madre con il padre, riuscendo finalmente ad abbracciarlo.

Il lieto, anzi mieloso fine è assicurato.

Sinceramente, sebbene abbia trovato ottima l’idea di partenza, non ho apprezzato altrettanto le vicende e i personaggi che ho trovato eccessivi ed inverosimili… alla stregua di “una serie di sfortunati eventi”e che hanno reso il libro poco convincente.

Vi lascio con una citazione di Vasco della seconda parte del libro:

“Mah secondo me l’integrazione è questa: sciogliere le differenze nell’acqua come lo zucchero, e rimpicciolirle giorno dopo giorno finché non si vedono più”

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2 Responses
  • Cristina D'alessandro
    12 Agosto, 2020

    Recensione di pancia mi è proprio piaciuta. Sai che non è il genere di libro che comprerei ma mi hai incuriosito forse per una volta abbandonerò i miei classici. Brava

    • Maria Pirozzi
      18 Agosto, 2020

      Forse Vasco rappresenta le tante diversità che nella società contemporanea gridano la loro richiesta di aiuto e nessuno li ascolta.
      Ci vorrebbero tanti Dante…..

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